Il Grande Disastro

Scritto da Uoitalia Reborn on . Postato in Uncategorised

 

In una data imprecisata, compresa fra i 200 ed i 250 anni or sono, per una volta soltanto Clero, Magi e 'Tecnocrati' si incontrarono e si trovarono d'accordo su qualcosa. Non è facile ricostruire quello che accadde perché troppi frammenti andarono perduti. Di certo si trattò della scoperta di un grande potere. Anche questo mi lascia pensare che davvero l'umanità sia ancora più antica, persino più antica dell'epoca di cui sto narrando, dato che secondo le poche testimonianze di quei tempi il potere appena scoperto doveva risalire a parecchi millenni di anni prima.

Credo di aver stabilito con una qualche certezza che la scoperta venne dai Magi, ma furono i 'Tecnocrati' a riconoscere il valore e il potere che sarebbe scaturito dalle applicazioni di quella scoperta e a fornire tutto l'appoggio della loro tecnica per realizzarne la prima (ed ultima) applicazione pratica nella storia di Sosaria.

E per quanto l'attuale Clero neghi ogni coinvolgimento in quella vicenda è pressoché appurato che molti rappresentanti delle alte gerarchie clericali furono della partita, poiché sono continui i riferimenti al ruolo di primo piano avuto da molti loro esponenti nella costruzione di qualcosa di molto grande. Non sono riuscito a stabilire di cosa si trattasse ma è fuor di dubbio che il progetto comprendeva un ruolo di primo piano di alcune costruzioni localizzate nell'antico sito di Nujel'm; che a quei tempi più ancora che oggi era sotto il diretto controllo dell'Arcivescovo in persona.

Non furono nemmeno coinvolti nel progetto i massimi rappresentanti del potere temporale. E' addirittura molto probabile che nemmeno le intere caste dei magi, del clero e dei 'tecnocrati' fossero a conoscenza di quello che stava preparando quella insolita aggregazione di personaggi così diversi e fino a quel momento in conflitto fra loro.

Apparentemente nemmeno lo stesso Lord British sapeva quello che stava accadendo e questo sembra confermato da un documento, una sorta di 'patto' a tre che escludeva qualunque coinvolgimento dei legittimi regnanti.

I particolari del progetto sono oscuri, frammentari e per molti versi incomprensibili. Certi indizi lasciano supporre che venne edificata una serie di edifici in molti punti di Sosaria, la cui funzione mi è del tutto ignota; che tali edifici o strutture fossero in qualche modo legate da una forma di energia fino ad allora sconosciuta; che a sigillo del potere che quei folli si apprestavano ad evocare era stato posta una struttura complessa, frutto della scienza dei 'Tecnocrati', ed attivata da parole di potere pronunciate dai magi, mentre il Clero aveva fornito una copertura di facciata a tutta l'operazione mascherando le strutture e presentandole come edifici di culto. Alcuni documenti sembrano indicare che per l'attivazione dell'immensa rete di strutture il Clero stesso avesse ordinato ai suoi adepti di rango più alto l'osservazione di un particolare digiuno e la celebrazione di un particolare rito di preghiera volto a concentrare strane energie in punti specifici.

Non ci è dato sapere se fu l'imperizia dei protagonisti, che forse sopravvalutarono le loro capacità di controllo, le capacità di sopportazione delle strutture che avevano costruito, oppure se fu il potere stesso che stavano liberando a non poter essere in alcun modo liberato e contenuto da artifizi creati dall'uomo.

Inizialmente nessuno pensò ad un disastro imminente. A quanto sono riuscito a ricostruire ci fu sì una violentissima deflagrazione che si originò in quello che i documenti chiamano il 'perno' od 'ombelico' di tutta l'immensa struttura. Se la mia ricostruzione non è ingannevole, nell'esplosione rimasero uccisi l'Arcivescovo, il capo dei 'Tecnocrati' ed il supremo Arcimago di Sosaria, insieme a decine di altre persone. Per lo più le menti che avevano ideato e supervisionato la realizzazione dell'immenso quanto segreto progetto.

Esperimenti magici o tecnici andati storti ce n'erano parecchi, di quei tempi come ora. I magi ed i 'tecnocrati' superstiti presero atto del fallimento dell'esperimento e forse pensarono di tornare alla vita di sempre. In fondo era molto probabile che la maggior parte delle menti che avevano concepito e realizzato il progetto fossero state cancellate dalla faccia del mondo. Forse qualcuno era scampato, anzi, credo che sicuramente molti di quelli che avevano realizzato singole tessere dell'immenso mosaico, fossero sopravvissuti. Ma probabilmente nessuno di quelli che avevano la visione d'insieme del progetto era scampato al disastro. Così nessuno fra i 'tecnocrati' e fra i magi osò sollevare il problema di fronte a Lord British, allarmato per un'esplosione che aveva lasciato un cratere di tremila passi di larghezza, distrutto un intero borgo di commercianti, vaporizzato un'intera caserma della Legione di Britannia e fatto piombare resti dell'immensa costruzione in ogni parte del continente. Gli unici a protestare furono i successori dell'Arcivescovo Patrizio e di almeno due dozzine di alti prelati che avevano perso la vita nell'incidente. Da quel giorno il Clero attribuì la responsabilità dei disastri che seguirono all'orgoglio e alla superbia dei folli che avevano osato sfidare il Divino per servire la loro brama di potere.

Le investigazioni ordinate da Lord British non portarono a molto e durarono ancora meno. In capo a pochi giorni cominciarono ad accadere fatti straordinari e terribili. Nella ricostruzione che segue mi è stata di grande aiuto una copia quasi integra del diario di un mercante navale di Britain. Egli non fece altro che raccogliere le voci che, sempre più insistenti e preoccupanti, circolavano tra i mercanti e fra i soldati.

Della spedizione inviata ad investigare sul luogo dell'incidente, oltre 300 uomini tra paladini, cavalieri, ingegneri e scribi, solo una manciata di essi fece ritorno; questi raccontarono di aver visto sul luogo dell'incidente solo un grande cratere all'inizio. Poi il terreno aveva preso a tremare e a squarciarsi e la terra aveva inghiottito gran parte dell'accampamento allestito dai partecipanti alla spedizione.

Due settimane dopo tremori dello stesso tipo avevano colpito tutte le città ed i territori in un raggio di 200 leghe dal cratere. Una notte imprecisata il cielo di tutta Sosaria era stato illuminato a giorno da lingue di fuoco lunghe da un orizzonte all'altro, che erano passate sfrecciando sulle teste dei terrorizzati abitanti di Sosaria, lasciando cadere lapilli ardenti che avevano provocato incendi in tutto il continente. Fu in quei giorni che i magi, per primi, iniziarono a sospettare che qualcosa di strano e terribile stesse accadendo.

La versione della Storia Ufficiale è molto romantica. Lord British, Sir Rightenal ed altre figure leggendarie avrebbero guidato un'eroica spedizione su una misteriosa isola dell'Avatar, dove il glorioso Re sarebbe perito nell'adempimento del suo dovere e dove un solo uomo si sarebbe salvato riportando con sé la salvezza per l'intera umanità.

La mia ricostruzione, caro lettore, è più prosaica.
Rapporti sempre più preoccupanti giungevano dall'area dell'esplosione. Non più 'semplici' terremoti e inspiegabili tracce fulminee di fuoco nei cieli: ora secondo le poche disperate testimonianze, dal cratere si stava liberando ogni genere di creatura. I pochissimi testimoni oculari parlavano di una grande fessura, difficilissima a guardarsi direttamente per via di una incredibile luce nera che se ne sprigionava, era comparsa nell'aria, come lo squarcio nella tela di un pittore. Qualunque cosa fosse quello squarcio, oltre di esso si intravedeva un susseguirsi continuo di scene, di paesaggi, di ambienti, di luci, colori ed ombre, quasi come se attraverso quello squarcio altri incredibili mondi e dimensioni fossero entrate a contatto con la nostra.

Dallo squarcio usciva di tutto. Creature inimmaginabili, creature che popolavano solo le fantasie dei bambini (o, in molti casi, i loro peggiori incubi), strani oggetti, esseri volanti che mutavano di forma, figure dall'aspetto vagamente umanoide, figure buffe e figure di un'orripilante aspetto malvagio.

E le cose non accennavano a cambiare anzi peggioravano costantemente. A sole sei settimane dalla grande esplosione, con i tremori della terra che praticamente non finivano mai dall'alba al tramonto, Lord British riuscì a radunare a consiglio i massimi esponenti rimasti tra i Magi, i 'Tecnocrati', il Clero ed il suo esercito. Le cose si erano fatte anche peggiori da quando molte delle creature 'vomitate' dallo squarcio sembravano essersi organizzate in bande e stavano mettendo a ferro e fuoco l'intero continente. Gli scontri fra la gloriosa Legione di Britannia e le diverse armate che andavano organizzandosi sul fronte avverso avevano avuto esiti incerti. C'erano state vittorie ma anche sconfitte; molte sconfitte. E a complicare tutto in alcune città dell'impero erano anche scoppiate rivolte degli schiavi e dei 'fuori casta', represse a costo di molto sangue da una parte e dall'altra.

Il problema era quindi duplice. Fermare le armate di invasori, contro alcune delle quali non parevano esserci difese possibili, e scoprire come richiudere l'immonda 'ferita' tra universi, che continuava a riversare ogni genere di oggetto o creatura nel nostro mondo.

Un racconto che non so se ritenere degno di fede parla di un gruppo di umani catapultati fuori da quello squarcio tra universi; non parlavano la nostra lingua ed erano chiusi dentro a strane scatole di metallo a forma di uccello, con una grande stella bianca dipinta sul fianco; solo con i poteri telepatici di alcuni magi questi riuscirono a spiegarsi, annunciando di far parte di qualcosa chiamato 'squadriglia 19'... affermavano di essere in volo, sì hai letto bene amico, mio, in volo su qualcosa che chiamavano mare delle Bermude quando improvvisamente si erano trovati in mezzo a un brulicare di orchi, elfi, troll, oggetti di natura incomprensibile ed erano caduti nei boschi. Solo pochi di loro si erano salvati dalle fiamme, dall'urto col suolo o dalle immonde creature che avevano fatto a pezzi prima le loro strane macchine poi i loro corpi.

In capo a una decina di giorni era stato elaborato un grande piano. Senza saperlo i magi stavano ripercorrendo a ritroso lo stesso procedimento applicato da chi aveva aperto quello squarcio. Da quello che sono riuscito a ricostruire il piano era così concepito: le armate residue di Lord Britain avrebbero aperto un varco nelle fila dei nemici, cercando di proteggere un vasto numero di magi; questi, aiutati da qualche centinaio di chierici in preghiera, avrebbero intessuto un incantesimo a rete, con maglie di energia sempre più strette, in modo da cercare di 'ricucire' quel formidabile strappo.

Alcune fonti sembrano confermare che Lord British stesso partecipò alla spedizione; altre affermano che rimase a Britain in attesa di notizie e nel tentativo di guidare gli sforzi dei 'Tecnocrati' superstiti, i quali cercavano di contenere i danni agli edifici della capitale.

Una nota di demerito è espressa chiaramente da pressoché tutte le fonti per l'atteggiamento del Supplente Arcivescovo di Nujel'm: uomo di scarso acume, rimase stolidamente convinto dell'estraneità del suo Clero da quello che stava accadendo e decise di ripartire per Nujel'm portando con sé l'intero seguito e invitando l'intero clero locale a seguirlo per 'non essere contaminato dall'empità di stregoni e regnanti'.

Non voglio trarre conclusioni azzardate, ma probabilmente nacque qui il primo grande scisma che subì la Sacra Chiesa di Sosaria. Circa metà dei chierici rifiutarono di seguire l'Arcivescovo e rimasero sordi persino alle sue minacce di scomunica.

Non avremo mai modo di sapere se l'esito dell'impresa fu quello sperato, se era possibile fare di più e cosa. I racconti a questo punto si fanno molto confusi e debbo procedere con la logica, l'immaginazione ed il supporto delle ricerche archeologiche e geologiche che ho condotto in un arco di oltre trent'anni.

L'impresa dovette riuscire. Almeno in parte o io non sarei qui a scrivere queste cronache. Probabilmente le superstiti armate di Lord Britain riuscirono ad aprire un varco portando magi e chierici fino ad una distanza utile dallo squarcio; certamente magi e chierici, tra mille difficoltà, riuscirono a tessere la loro rete di energia per costringere la ferita tra gli Universi a richiudersi; ma non sappiamo né quale sia stata la loro sorte né se abbiano avuto un successo totale o solo parziale. La mia opinione è che il risultato non avrebbe potuto in alcun modo essere migliore di quello ottenuto. E' risaputo che portare ordine dove regna il disordine richiede molto più sforzo che lasciar dilagare il disordine dove regna l'ordine. E le forze che si erano attivate per mettere in moto quello che aveva portato all'apertura di quello squarcio dovevano essere molto superiori, molto più organizzate ed in condizioni molto più ottimali delle forze radunate in fretta e furia per richiudere la ferita tra i mondi.

Fatto sta che, riporta fedelmente uno degli scribi di Britain, un piccione viaggiatore partì al tramonto dal luogo dove si stava svolgendo il tentativo di richiudere il passaggio; nemmeno un'ora più tardi, un possente terremoto sconvolse il volto del nostro mondo. Lo scriba afferma che dal porto di Britain si poteva guardare verso l'oceano e scorgere lampi di fuoco all'orizzonte e colonne di fumo salire dal mare. Lo scriba non poteva saperlo ma stava assistendo all'emersione dell'Isola che oggi noi conosciamo come Buccaneer's Den. Allo stesso tempo lo scriba, sentì il terreno sotto ai suoi piedi che letteralmente lo trascinava verso il basso, come sprofondando.

Lo scriba era un uomo intelligente e comprese quello che sarebbe successo. Scappò più velocemente possibile lontano dalla costa e si arrampicò lungo il fianco di una delle torri di guardia del vecchio castello di Lord British... da lì assistette ad uno spettacolo impressionante. Non la vide subito. All'inizio il buio era tale, nonostante i bagliori rossi all'orizzonte, che stentò a credere a quello che vedeva: la vedeva arrivare a una velocità impressionante, ormai vicinissima a colpire la costa: una incredibile ondata, alta dai 5 ai 10 metri per quello che poteva giudicare lui. L'Onda gigantesca si abbatté con violenza sulla costa, trascinando con se metà della città, case, mura, torri, pontili del porto... quando l'onda investì la rocca del Re, metà di questa si inclinò su un lato, dapprima, poi dal tetto cominciarono a crollare macigni, mattoni e infine metà del castello in pratica rovinò su un fianco con un rombo terrificante di crollo, sollevando fumo, polveri e scintille che soffocarono le grida di chiunque fosse dentro al castello. Lo scriba si salvò per miracolo e ringraziò la buona sorte che gli aveva fatto scegliere quella particolare torre sulla quale salire e non un'altra.

Lo scriba racconta poi di aver assistito, insieme ai superstiti, ad uno spettacolo terrificante quando comparvero le prime luci dell'alba. Metà della capitale era sprofondata nell'acqua e anche parte di quello che rimaneva mostrava segni di cedimento; i corpi degli abitanti di Britain galleggiavano ovunque, grida di dolore arrivavano da ogni parte.

Racconta lo scriba che a quel punto, mentre si aggirava tra le macerie del castello, un piccione viaggiatore si posò poco lontano da lui. Il piccione continuava a zampettare nello stesso punto e lo scriba si avvicinò incuriosito al piccione ormai stremato dalla lunga volata. Senza difficoltà lo prese e lesse il messaggio che recava con sé.

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