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L'ascesa del potere temporale

Scritto da Uoitalia Reborn on . Postato in Uncategorised

 

Costretti a ritirarsi nei luoghi originari del loro culto, i sacerdoti della SCdS rimasero isolati, geograficamente, culturalmente e politicamente, dagli eventi che condizionarono i primi cinquant'anni successivi al Grande Disastro.
 
Subirono solo sporadiche invasioni di pirati, corsari e poche pochissime incursioni di scorridori appartenenti a razze non umane; tuttavia nel corso di queste brevi e sporadiche, ma devastanti, incursioni, furono distrutti e dati alle fiamme molti conventi e andarono perduti moltissimi documenti; i sacerdoti conservarono così una scarsa conoscenza di ciò che era avvenuto prima del Grande Disastro (anche perché nessuno era sopravvissuto dei prelati che avevano partecipato all'organizzazione del progetto che fu all'origine del Grande Disastro), ma non dimenticarono mai l'alta considerazione in cui erano tenuti dall'imperatore e dalla nobiltà in generale.

A poco a poco essi elaborarono una visione tutta loro della Storia, distorta nei fatti, nei protagonisti, nelle date, nei vincitori come negli sconfitti. Non è certo se fu il Testo Sacro ad originare questa distorsione della Storia Ufficiale o se piuttosto non fu il Testo Sacro stesso un prodotto di quella visione distorta e romanzata. A questo proposito consiglio al lettore di approfondire l'argomento leggendo il 'Trattato sulle Religioni di Sosaria', scritto dal mio illustre collega Jothan Vidarsson, poi costretto a fuggire da Britain per sottrarsi alla condanna a morte per eresia pronunciata dal Tribunale Religioso. L'irresistibile ascesa del potere temporale della Sacra Chiesa di Sosaria nasce col Concilio di Cove e
l'alleanza con l'Ordine dei Monaci Guerrieri, poi ribattezzato Ordine dei Cavalieri del Tempio. La Chiesa di Nujel'm, con il Concilio di Cove, riunisce sotto di sé un potente e valoroso ordine di monaci guerrieri, fondato da alcuni sacerdoti sopravvissuti al Grande Disastro e che avevano deciso di unirsi a una brigata di Cavalieri delle vecchie legioni, difendendo la comunità di Cove dalle armate orchesche e dai banditi che infestavano la regione.

Durante il Concilio, vengono livellate le non poche differenze teologiche e di cerimoniale, mentre l'Ordine Templare diventa di fatto il braccio armato della Sacra Chiesa di Sosaria. Tuttavia è solo grazie alla inflessibile neutralità mantenuta dalla Chiesa e dai Templari durante le guerre precedenti al Trattato di Cove che la Chiesa stessa può assurgere a garante del nuovo ordine politico fondato con il trattato. Grazie al ruolo di mediazione diplomatica prima, e al ruolo di garanzia poi, la SCdS ottiene da pressoché tutti i regnanti che partecipano alla Conferenza di pace, un grande potere e grandi concessioni: presso ogni città è presente un Vescovo, che risponde all'Arcivescovo di Nujel'm e che funge da principale consigliere del regnante in carica; ogni Vescovo è supportato da una Tavola di venti alti prelati, che funge da Tribunale civile e religioso; nell'ansia di garantirsi la fedeltà dei sudditi, i regnanti adottano il culto della SCdS come religione ufficiale ed autorizzano i sacerdoti ad aprire scuole e giudicare e perseguire gli 'eretici'; in molti casi i regnanti donano terre o edificano conventi che divengono di proprietà
del Clero. Nel giro di trent'anni la SCdS diventa anche garante del processo di unificazione monetaria e inizia a battere una propria moneta (il 'pezzo d'oro') che diventa l'unità di scambio universalmente accettata in ogni città di Sosaria. Apparentemente legato solo ad un ruolo di vigilanza spirituale e religiosa, il potere della Sacra Chiesa di Sosaria diventa bene presto un potere temporale molto tangibile che condiziona quasi ogni aspetto della vita politica, militare ed economica delle città di Sosaria. Di fatto, pur conservando nient'altro che l'originario titolo religioso, l'Arcivescovo di Nujel'm è il vero imperatore di Sosaria.

Poche sono le eccezioni che sfuggono a questo dominio pervasivo: le città di Yew e Skara Brae, inizialmente escluse dalle norme del Trattato di Cove, conservano, pur tra mille difficoltà, una notevole autonomia dal Clero e rifiutano di cedere il potere giudiziario ai locali rappresentanti del Clero; i maghi di Moonglow, irritati dai pesanti divieti imposti dalla SCdS all'uso della magia, emanano un editto che vieta ai sacerdoti della Chiesa di edificare templi e possedere edifici su tutto il territorio di Moonglow e decidono norme molto restrittive all'ingresso di preti
nel loro territorio; il Reggente di Jehlom, che pure partecipa alla Conferenza di Cove e ne firma il Trattato, una volta tornato in patria concede con molta parsimonia e cautela i 'diritti' sanciti per il Clero e consulta solo occasionalmente il Vescovo per questioni di politica interna o di diplomazia, avviando un estenuante braccio di ferro con la Chiesa.

Nelle altre città, con maggiori o minori risultati, il Clero inizia a raccogliere i frutti del suo nuovo potere.

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