PROLOGO
Periferia sud di Skara Brae
Come al solito ritorno stancamente alla mia capanna, lascio il mio buon compagno di viaggio pascolare liberamente e mi accingo a varcare la soglia, quando noto che la lanterna davanti all'uscio di casa é stata spostata. La fiamma al suo interno simbolo della sacra luce di Idio risplende ancora. So bene che i mie Fratelli di Skara sono soliti lasciarmi messaggi lì sotto, quindi piego la mia stanca schiena e prendo la pergamena piegata con cura. "Anche questa notte il riposo dovrá attendere"
Apro la porta e ripongo il bastone, appoggiandolo alla parete. Scuoto il cappellaccio impolverato e mi siedo sul piccolo sgabello.
Osservo il tavolo da lavoro, che è anche tavolo da pranzo, che è anche scrittoio, mi sorprendo a dire ad alta voce: "arriverá la primavera, e arriverà anche il tempo di riordinare..". Sposto con il braccio il giusto numero di oggetti per stendere la pergamena e mi accingo a leggere.
Noto subito che i tratti sono rapidi e marcati, segno di grande agitazione e le parole sono poche:
"Padre,
Vi aspetto con la massima urgenza alla Biblioteca cittadina.
Che Idior illumini sempre il vostro cammino,
Liath"
Mi gratto la barba e comincio a riflettere da quanti giorni non passavo da casa. Per ben cinque notti non sono rincasato," spero che il giovane Liath si sia portato da mangiare in biblioteca", un sorriso mi arriccia le labbra, ma l'urgenza del messaggio mi fa ritornare e serio e padrone della situazione.
Raccolgo bastone e cappello, esco di fretta e con un fischio richiamo il mio fidato e umile destriero. "Amico caro, ti chiedo un altro piccolo sforzo per oggi, ma lastrada sarà breve"
Biblioteca di Skara Brae
Il cavallo di Liath è qui fuori, sbatto i sanali ed entro piano, la biblioteca è pur sempre un luogo di silenzio. La luce delle candele è soffusa, ma sufficiente per non far stancare troppo la vista. Le mie remore sul silenzio, però vengono infrante appena varco la soglia, mi ricordavo che questa fosse la biblioteca, non una falegnameria: sul tavolone centrale, vedo una testa china sul tavola di certa non intenta a leggere. Povero giovane, l'attesa l'avrà stremato.
Mi avvicino di soppiatto e con un colpo di tosse, interrompo il sonno profondo del giovane.
A Liath serve qualche istante per focalizzare, ma la sua faccia sorpresa ed eccitata comincia già a solleticare la mia curiosità
"Padre, Padre, finalmente siete arrivato! Stavo giusto riflettendo" Una risata fragorosa mi esplode da dentro: "Figliolo se per riflettere intendete riempire di bava un vecchio manoscritto, sono d'accordo con voi!
Scusate la mia interruzione, prosguite"
"Padre, vi stavo dicendo, che prima di cadere stremato stavo analizzando un vecchio manoscritto che ho rinvenuto. Era stato archiviato in una collocazione sbagliata, mi stavo accingendo a…." sbadiglia " a leggere dei trattati inerenti all'anatomia di alcuni animali, quando ho rinvenuto questo!"
Tra le mani tiene un volume che subito mi salta all'occhio per lo stato in cui versa. La copertina di cuoi è praticamente distrutta, ma i fogli che lo compongono sono completamente lucidi ed integri.
"Figliolo, da quanti giorni mi stai aspettando qui?"
"Tre giorni, Padre"
"Bene. Quello che ha atteso per un secolo può aspettare altri dieci minuti.
Recatevi dal sarto e comperate due paia di guanti di cuoio, e già che ci siete passate dalla fontana fuori dalla taverna, e datevi una rinfrescata alla faccia, c'è bisogno di menti lucide ora!"
IL DIARIO
" Figliolo, accomodati, mettiti i guanti, che stai per entrare a far parte della storia".
Guardo la faccia attonita di Liath, che a stento trattiene la sua curiosità, anche io fremo davanti al manoscritto, non sarebbe stato conservato a quel modo.
"Vedi Liath come le pagine si sono conservate in maniera perfetta rispetto alla copertina. Il possessore di questo diario, voleva che questo durasse nei secoli. Le pagine sono particolarmente lucide e perfette perché sono state spennellate con un decotto di saliva e vescica di drago, so che è una cosa alquanto schifosa ma consentiva alle pergamene una volta scritte di essere rivestite da questa patina che le rendeva praticamente eterne. La saliva di drago doveva essere raccolta.."
"PADRE" il giovane mi interrompe, "non voglio mancarvi di rispetto, ma NON MI INTERESSA MINIMAMENTE DEI METODI DI CONSERVAZIONE!! CHE COS'E' QUEL MANOSCRITTO"
Sorrido. "Scusami, era solo per farti capire che è una pratica ormai persa nel tempo e con un processo di lavorazione lunghissima, quindi abbiamo in mano qualcosa di eccezionale.
Penso che voi abbiate già letto qualcosa. Ora lasciami leggere le prime pagine e capiamo di cosa si tatta."
Passano dieci interminabili minuti, Liath tamburella con le dita sul tavolo e certo non aiuta la mia concentrazione.
" Abbiamo un diario! Il retro della copertina è troppo logoro per capirne l'autore, ma forse troveremo notizie in merito più avanti tra le sue pagine.
Riesco a datare con una discreta precisione, i fatti riportati sono abbastanza precisi e fanno si che riesca a collocare il manoscritto intorno all'anno 499 dopo il Grande Disastro. Il famoso anno delle riforme di Lord British II.
L'autore fa riferimento ad un Ordine di Cavalieri, creato per essere i garanti della Fede di Idior.
Penso che tu conosca bene cosa è successo in quegli anni. La riformo di Lord British II, ha portato la fede ad un livello, definirei politico, inserendo i due culti principali all'interno dello strato sociale delle principali città.
Sicuramente in quel particolare momento storico, lo sdoganamento degli ideali aveva messo in seria discussione l'integrità del culto di Idior, così da quello che posso intendere da una lettura superficiale, quest'animo nobile insieme ad altri suoi pari si era impegnato a CUSTODIRE LA LUCE.
Si fa riferimento ad una sede situata su un isola chiamata Ante Skara"
Il giovane Liath mi interrompe con un sussulto: "ANTE SKARA, ma non è il nome dell'isolotto che c'è qui alle nostre spalle. DOBBIAMO CORRERE SUBITO LI'!!!"
Liath si alza e batte i pugni sul tavolone.
Cerco di tranquillizzarlo: "Giovane amico, calmati, l'isola è li ferma e può aspettare, cerchiamo di indagare più a fondo nella questione dei custodi. Fammi leggere oltre".
Il continuo camminare avanti e indietro di Liath e il suo borbottio dicerto non mi aiutano, da quanto tempo non mangio? questa pentola di fagioli mi sta mettendo appetito.
" Liath perdonami, mentre leggo ancora qualche pagina, ti dispiacerebbe recarti alla taverna a prendere due belle zuppe calde?"
Il passo gli si blocca all'istante, la faccia gli diventa paonazza, capisco che sta per sbottare:
"JIRAYA, MA COME FATE A PENSARE ALLO STOMACO IN UN MOMENTO DEL GENERE!!!"
Cerco di stemperare la tensione, ma ho già capito che non arriverà alcuna zuppa:"Bhe giovane Liath, se bisogna fare una cosa bene, è sempre meglio farla a pancia piena. Ad ogni modo, nonostante la tua marcia rumorosa e il tuo borbottare sono riuscito a raccogliere qualche altra informazione utile, che cercherò di riassumerti. Il nome dell'Ordine e appunto Custodi della Luce, come già ti ho detto questo gruppo si poneva come detentore dell'integrità della fede di Idior, e oltre che a custodire la Luce in forma metaforica, da quello che posso evincere erano anche i guardiani di una reliquia chiamata Fiamma Sempiterna, una sorta di fiaccola inestinguibile, simbolo della luce, dono di Idior stesso.
Ricavo anche dagli scritti che l'ordine era composto da quattro membri principali, chiamati i PORTATORI, questi risiedevano nei quattro piccoli forti che si trovano ognuno su una via di accesso a Britain. Posso presumere che questo non fosse solo un fatto simbolico, ma che fossero insediati lì per preservare il mondo da un male grande.
Come ti ho già detto, da quando lord British II rese ufficiali i due culti principali, il pericolo che i veri principi della Via della Luce venissero intaccati, divenne una tematica alquanto prioritaria per chi aveva intenzione di mantenere integro il Culto di Idior.
Quindi questi portatori, a guardia dei quattro accessi a Britain, non proteggevano la città, bensì il mondo dalla città stessa."
Il mio volto era corrucciato e lo stupore sul volto di Liath non faceva altro che confermare l'importanza di questa rivelazione.
"Fratello caro, ciò che hai scoperto è sicuramente più grande di noi, e le notizie in nostro possesso sono senza dubbio frammentate.
Convoca il nostro amico Dylan e Frecciatore, io provvederò a rendere partecipi i monaci dell'Abbazia di Skara. Dobbiamo sicuramente indagare."