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CUSTODI DELLA LUCE 07/02/2016 14:34 #1

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PROLOGO
Periferia sud di Skara Brae
Come al solito ritorno stancamente alla mia capanna, lascio il mio buon compagno di viaggio pascolare liberamente e mi accingo a varcare la soglia, quando noto che la lanterna davanti all'uscio di casa é stata spostata. La fiamma al suo interno simbolo della sacra luce di Idio risplende ancora. So bene che i mie Fratelli di Skara sono soliti lasciarmi messaggi lì sotto, quindi piego la mia stanca schiena e prendo la pergamena piegata con cura. "Anche questa notte il riposo dovrá attendere"
Apro la porta e ripongo il bastone, appoggiandolo alla parete. Scuoto il cappellaccio impolverato e mi siedo sul piccolo sgabello.
Osservo il tavolo da lavoro, che è anche tavolo da pranzo, che è anche scrittoio, mi sorprendo a dire ad alta voce: "arriverá la primavera, e arriverà anche il tempo di riordinare..". Sposto con il braccio il giusto numero di oggetti per stendere la pergamena e mi accingo a leggere.
Noto subito che i tratti sono rapidi e marcati, segno di grande agitazione e le parole sono poche:

"Padre,
Vi aspetto con la massima urgenza alla Biblioteca cittadina.
Che Idior illumini sempre il vostro cammino,
Liath"


Mi gratto la barba e comincio a riflettere da quanti giorni non passavo da casa. Per ben cinque notti non sono rincasato," spero che il giovane Liath si sia portato da mangiare in biblioteca", un sorriso mi arriccia le labbra, ma l'urgenza del messaggio mi fa ritornare e serio e padrone della situazione.
Raccolgo bastone e cappello, esco di fretta e con un fischio richiamo il mio fidato e umile destriero. "Amico caro, ti chiedo un altro piccolo sforzo per oggi, ma lastrada sarà breve"

Biblioteca di Skara Brae
Il cavallo di Liath è qui fuori, sbatto i sanali ed entro piano, la biblioteca è pur sempre un luogo di silenzio. La luce delle candele è soffusa, ma sufficiente per non far stancare troppo la vista. Le mie remore sul silenzio, però vengono infrante appena varco la soglia, mi ricordavo che questa fosse la biblioteca, non una falegnameria: sul tavolone centrale, vedo una testa china sul tavola di certa non intenta a leggere. Povero giovane, l'attesa l'avrà stremato.
Mi avvicino di soppiatto e con un colpo di tosse, interrompo il sonno profondo del giovane.
A Liath serve qualche istante per focalizzare, ma la sua faccia sorpresa ed eccitata comincia già a solleticare la mia curiosità
"Padre, Padre, finalmente siete arrivato! Stavo giusto riflettendo" Una risata fragorosa mi esplode da dentro: "Figliolo se per riflettere intendete riempire di bava un vecchio manoscritto, sono d'accordo con voi!
Scusate la mia interruzione, prosguite"

"Padre, vi stavo dicendo, che prima di cadere stremato stavo analizzando un vecchio manoscritto che ho rinvenuto. Era stato archiviato in una collocazione sbagliata, mi stavo accingendo a…." sbadiglia " a leggere dei trattati inerenti all'anatomia di alcuni animali, quando ho rinvenuto questo!"
Tra le mani tiene un volume che subito mi salta all'occhio per lo stato in cui versa. La copertina di cuoi è praticamente distrutta, ma i fogli che lo compongono sono completamente lucidi ed integri.
"Figliolo, da quanti giorni mi stai aspettando qui?"
"Tre giorni, Padre"
"Bene. Quello che ha atteso per un secolo può aspettare altri dieci minuti.
Recatevi dal sarto e comperate due paia di guanti di cuoio, e già che ci siete passate dalla fontana fuori dalla taverna, e datevi una rinfrescata alla faccia, c'è bisogno di menti lucide ora!"


IL DIARIO
" Figliolo, accomodati, mettiti i guanti, che stai per entrare a far parte della storia".
Guardo la faccia attonita di Liath, che a stento trattiene la sua curiosità, anche io fremo davanti al manoscritto, non sarebbe stato conservato a quel modo.
"Vedi Liath come le pagine si sono conservate in maniera perfetta rispetto alla copertina. Il possessore di questo diario, voleva che questo durasse nei secoli. Le pagine sono particolarmente lucide e perfette perché sono state spennellate con un decotto di saliva e vescica di drago, so che è una cosa alquanto schifosa ma consentiva alle pergamene una volta scritte di essere rivestite da questa patina che le rendeva praticamente eterne. La saliva di drago doveva essere raccolta.."
"PADRE"
il giovane mi interrompe, "non voglio mancarvi di rispetto, ma NON MI INTERESSA MINIMAMENTE DEI METODI DI CONSERVAZIONE!! CHE COS'E' QUEL MANOSCRITTO"
Sorrido. "Scusami, era solo per farti capire che è una pratica ormai persa nel tempo e con un processo di lavorazione lunghissima, quindi abbiamo in mano qualcosa di eccezionale.
Penso che voi abbiate già letto qualcosa. Ora lasciami leggere le prime pagine e capiamo di cosa si tatta."

Passano dieci interminabili minuti, Liath tamburella con le dita sul tavolo e certo non aiuta la mia concentrazione.
" Abbiamo un diario! Il retro della copertina è troppo logoro per capirne l'autore, ma forse troveremo notizie in merito più avanti tra le sue pagine.
Riesco a datare con una discreta precisione, i fatti riportati sono abbastanza precisi e fanno si che riesca a collocare il manoscritto intorno all'anno 499 dopo il Grande Disastro. Il famoso anno delle riforme di Lord British II.
L'autore fa riferimento ad un Ordine di Cavalieri, creato per essere i garanti della Fede di Idior.
Penso che tu conosca bene cosa è successo in quegli anni. La riformo di Lord British II, ha portato la fede ad un livello, definirei politico, inserendo i due culti principali all'interno dello strato sociale delle principali città.
Sicuramente in quel particolare momento storico, lo sdoganamento degli ideali aveva messo in seria discussione l'integrità del culto di Idior, così da quello che posso intendere da una lettura superficiale, quest'animo nobile insieme ad altri suoi pari si era impegnato a CUSTODIRE LA LUCE.
Si fa riferimento ad una sede situata su un isola chiamata Ante Skara"
Il giovane Liath mi interrompe con un sussulto: "ANTE SKARA, ma non è il nome dell'isolotto che c'è qui alle nostre spalle. DOBBIAMO CORRERE SUBITO LI'!!!"
Liath si alza e batte i pugni sul tavolone.
Cerco di tranquillizzarlo: "Giovane amico, calmati, l'isola è li ferma e può aspettare, cerchiamo di indagare più a fondo nella questione dei custodi. Fammi leggere oltre".
Il continuo camminare avanti e indietro di Liath e il suo borbottio dicerto non mi aiutano, da quanto tempo non mangio? questa pentola di fagioli mi sta mettendo appetito.
" Liath perdonami, mentre leggo ancora qualche pagina, ti dispiacerebbe recarti alla taverna a prendere due belle zuppe calde?"
Il passo gli si blocca all'istante, la faccia gli diventa paonazza, capisco che sta per sbottare:
"JIRAYA, MA COME FATE A PENSARE ALLO STOMACO IN UN MOMENTO DEL GENERE!!!"
Cerco di stemperare la tensione, ma ho già capito che non arriverà alcuna zuppa:"Bhe giovane Liath, se bisogna fare una cosa bene, è sempre meglio farla a pancia piena. Ad ogni modo, nonostante la tua marcia rumorosa e il tuo borbottare sono riuscito a raccogliere qualche altra informazione utile, che cercherò di riassumerti. Il nome dell'Ordine e appunto Custodi della Luce, come già ti ho detto questo gruppo si poneva come detentore dell'integrità della fede di Idior, e oltre che a custodire la Luce in forma metaforica, da quello che posso evincere erano anche i guardiani di una reliquia chiamata Fiamma Sempiterna, una sorta di fiaccola inestinguibile, simbolo della luce, dono di Idior stesso.
Ricavo anche dagli scritti che l'ordine era composto da quattro membri principali, chiamati i PORTATORI, questi risiedevano nei quattro piccoli forti che si trovano ognuno su una via di accesso a Britain. Posso presumere che questo non fosse solo un fatto simbolico, ma che fossero insediati lì per preservare il mondo da un male grande.
Come ti ho già detto, da quando lord British II rese ufficiali i due culti principali, il pericolo che i veri principi della Via della Luce venissero intaccati, divenne una tematica alquanto prioritaria per chi aveva intenzione di mantenere integro il Culto di Idior.
Quindi questi portatori, a guardia dei quattro accessi a Britain, non proteggevano la città, bensì il mondo dalla città stessa."

Il mio volto era corrucciato e lo stupore sul volto di Liath non faceva altro che confermare l'importanza di questa rivelazione.
"Fratello caro, ciò che hai scoperto è sicuramente più grande di noi, e le notizie in nostro possesso sono senza dubbio frammentate.
Convoca il nostro amico Dylan e Frecciatore, io provvederò a rendere partecipi i monaci dell'Abbazia di Skara. Dobbiamo sicuramente indagare."
Ringraziano per il messaggio: egolollo, FriarTuck, Liath

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CUSTODI DELLA LUCE 07/02/2016 20:52 #2

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CAPITOLO 2

Dalle memorie di Dylan, l'Elfo Silvano

E' inevitabile, lo devo ammettere..

Sono ormai passate alcune ore da quando, all'alba, ho sentito un forte rumore alla mia porta.
Svegliarmi non è stato difficile, alla mia età il mio sonno è quello di un vecchio gatto, vigile e facilmente disturbabile; per cui subito mi misi in allarme, pensando a qualche orso in cerca di cibo. Avrei potuto affrontarlo efficacemente?
Velocemente presi il mio arco, sperando di poter mirare chiaramente anche alla prima luce del giorno, successivamente diedi una veloce occhiata fuori dal mio lucernario e...con somma sorpresa, lo scorsi davanti a me.
O meglio, vidi quel che restava di un giovane smunto: l’aria evidentemente stanca ed affamata, profonde occhiaie e nonostante ciò, con un piglio da leone.
Dopo un breve sorriso, che conteneva anche il mio sollievo per la nuova prospettiva, assai meno perigliosa di ciò che avevo immaginato, posai celermente l’arco ed aprii la porta a Liath.
Non ricordo esattamente cosa disse, la sua foga era enorme e le sue parole confuse dalla stanchezza; so che chiaramente capii che qualcosa di importante era capitato, la sua voce altalenante mi parlò di un vecchio tomo, di Padre Jiraya che attendeva in biblioteca. Che il sindaco era stato avvisato, e che insomma la comunità di Skara fu investita suo malgrado di un evento straordinario, che non può capitare per caso.

E fu in quel momento che iniziai a pensarci, è inevitabile..

Io non sono un uomo di fede. Conosco uomini di fede, Idior ha voluto che nella comunità di Skara ci fossero Padri di Idior non comuni, come ad esempio lo stesso Jiraya, Padre Alucard e Padre Friar, la cui saggezza e la fede sono riconosciute in tutta Britannia.
Gli uomini di fede credono fermamente che tutto ciò che accade attorno a loro sia opera di Idior, voluta da Idior e portata attraverso la sua mano invisibile. E ciò viene trasmesso a tutti i fedeli con le loro parole e le loro opere.
Io non essendo un uomo di fede, e spero di non offendere Idior affermando ciò, ritenevo che Idior posasse sempre il suo sguardo su di noi, ci guardasse e ci seguisse, ci aiutasse ma assolutamente non ci guidasse. Se fosse stato così l’uomo non avrebbe potuto compiere azioni malvage, quindi il mio pensiero sarebbe stato fondato correttamente.
E non credevo nelle coincidenze, credevo invece in un metodo un po’ più empirico, noi fossimo nelle mani della sorte come dei dadi, lanciati dal fato, per cui la nostra vita e le nostre gesta sarebbero dipese solo da quanto più alta fosse la nostra probabilità di compiere una qualsiasi azione.

Ma poi mi recai alla biblioteca, e parlai con gli altri.
Le coincidenze erano troppe, troppe per essere ignorate, e pensarci era indispensabile. Inevitabile.
Quando arrivai Jiraya mi raccontò ciò che accadde la sera prima, oramai aveva potuto rifocillarsi e riposarsi, ma nonostante ciò non aveva perso tempo prezioso, ed era riuscito ad interpretare gran parte del vecchio tomo che Liath aveva recuperato.
Ascoltai il riassunto di Jiraya nei minimi dettagli, cogliendone anche l’enfasi data dalla sua eccitazione. Eccitazione non paragonabile a quella di Liath, che nonostante la notte insonne continuò ad andare avanti ed indietro per il bosco, cogliere ceppi per ravvivare le fiamme, ed ogni tanto lanciare uno sguardo furtivo verso di noi ed uno più lungo verso il mare, in direzione dell’isola citata nel libro.
Non volli toccare il vecchio libro conoscendo bene il rischio di danneggiarlo, ma dissi a Jiraya che con i dovuti tempi e modi mi sarebbe piaciuto tentare di leggerlo interamente, magari con l’aiuto di qualcuno che meglio di me conoscesse la storia tramandata dagli anziani di Sosaria.

Ora sono qui, la giornata è passata e sono a scrivere questa memoria affinchè io stesso prima, ed i miei amici poi, non possano dimenticare di come venne riesumata questa ideologia, di come la Luce nacque un dì dal mare, portata da un uomo umile ma di grande speranza.
Oggi non ho fatto granchè, mi sono preso il mio tempo, mi sono lavato, rifocillato con molta calma, ho preso il mio ronzino e ho passato la mia giornata su un colle, per una volta ho impegnato la giornata per la mia mente, per cercare di capire..e poi ci sono arrivato.

Le coincidenze esistono, devono esistere e c’è qualcosa che lega eventi, persone, animali e tempo in modo indissolubile. Non so ancora chi sia il burattinaio che tende questi fili a noi invisibili, ma è inevitabile e sicuramente ne siamo parte.
Comincio a ripensare al mondo che mi circonda, a come la fede si stia perdendo. Idior non è più amato non solo dai servi dell’oscuro, ma persino nelle città a lui vicine. La fede si sta perdendo, l’uomo, il fremen, l’elfo e l’orco pensano solo a come arrivare vivi a fine giorno, spesso scavalcando la vita del prossimo.
E mentre gli assassini si moltiplicano, nessuno più gira per le strade professando la parola di Idior. I chierici si nascondono, persino i necromanti si rintanano nelle loro grotte senza più uscirne se non per cibarsi.
Inoltre il ritorno improvviso di questo germe malvagio che ha cominciato a divorare uomini, e che li trasforma in bestie del demonio, con denti aguzzi e fame di sangue.
Cosa sta accadendo a questo mondo?
Vero che anche Skara Brae in un remoto passato non fu esempio di virtù, lottò tra conquiste e battaglie navali, ma oggi è l’unica città che ripudia combattimenti e guerra, e che segue il cammino di Idior.
E nel frattempo..proprio qui, proprio a Skara, mentre in tutta Sosaria le giornate e le nottate vengono impiegate in tenzoni, ed a difendersi da continui attacchi, accade questo evento straordinario. Un libro, simbolo della saggezza tramandata, compare nelle nostre mani e ci dà la via.

Un libro che non parla di arti, ma di luce.
Un libro che non menziona guerrieri, ma custodi
Un libro che non cita guide o condottieri, ma Portatori .
Un libro che non si rivolge a Britain, ma direttamente a Skara brae, e che da Skara si direziona nei 4 punti focali della rosa dei venti.

Qualcosa di positivo sta nascendo, se non altro ora credo nelle coincidenze. Farò del mio meglio per cercare di capire cosa i nostri avi ci vogliono comunicare, e per quanto possibile, lotterò per rendere di nuovo possibile questo progetto di fede. Nei quattro angoli di Sosaria.

Ne sono sicuro, è inevitabile.
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CUSTODI DELLA LUCE 09/04/2016 17:51 #3

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Era da poco passata l'ora di pranzo quando sentii bussare al pesante portone della basilica nella foresta di Yew. Non feci in tempo ad alzarmi dalla poltrona in biblioteca che Lucine, uscita dal suo studio mi chiamò.

"Padre Alucard, non disturbatevi, vado subito a controllare."

"Mille grazie, mia cara. Siete sempre gentilissima." risposi alla ragazza. Ne approfittai comunque per richiudere i pesanti tomi aperti sul tavolo e cercai di mettere un poco di ordine nella stanza.
Nel frattempo sentii il portone aprirsi lontano e alcune voci maschili iniziarono a parlare con Lucine.

Di lì a poco il rumore dei passi di uomini in armatura si fece sempre più vicino e Lucine, accompagnata da tre cari amici si affacciò alla porta della biblioteca. Gli uomini erano il mio confratello Jiraya, il giovane Liath, provetto arciere della città di Skara Brae e il novizio Monaco Angelus.

"Padre Alucard, i vostri ospiti sono arrivati." disse la giovane e continuò, "Con permesso..."

"Certo Lucine, grazie ancora figliola." le risposi, "Signori, prego accomodatevi. Purtroppo non staremo molto comodi, ma in questo luogo di antico sapere troveremo molte interessanti informazioni sui temi che vi crucciano".

I tre uomini si sedettero sulle poche sedie e sgabelli trovati liberi da tomi e pergamene. Fu allora che Jiraya prese la parola.

"Fratello, come ti avevo anticipato nel nostro ultimo scambio di lettere, alcuni giorni fa, il nostro prode Liath mi ha sottoposto una questione interessante e credo che meriti l'attenzione del nostro ordine." fece quindi cenno al giovane di continuare e lui, dopo un primo momento di incertezza, andò ad estrarre un oggetto avvolto con cura da una pelle dalla bisaccia e me lo porse.
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CUSTODI DELLA LUCE 10/04/2016 19:17 #4

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Ero seduto insieme ai miei tre amici, e osservavo quell'oggetto e vidi che era un libro avvolto nella pelle per proteggerlo,ad un certo punto mi ricordai di una storia che il chierico Tir mi aveva racontato tanto tempo fa,parlava di un libro sacro, dove al suo interno era costudito il segreto della luce di Idior,mi ricordo che Tir mi parlava di Harud del casato dei Turunen l'ultimo custode della luce e che bisognava trovare una reliquia chiamata Fiamma Sempiterna nascosta da Harud prima di sospirare.Padre Alucard mi disse "Tutto bene figliolo ti vedo pensieroso" gli risposi "si padre tutto bene stavo pensando che forse quel diario potrebbe appartenere a Harud del casato dei Turunen" per un attimo Padre Alucard,Jiraya e Liath mi guardarono sorpresi cosa avevo detto di strano? Alucard sospiro e disse "dobbiamo parlarne con il sindaco si Skara" eravamo tutti d'accordo ma fino all'indomani tutto rimase fermo.
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CUSTODI DELLA LUCE 11/04/2016 18:28 #5

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Stanchezza.
Non stanchezza fisica. Non avevo fatto una corsa, fuggendo da un brigante in cerca di fare bottino delle mie vials in saccoccia. E neanche una fuga da una Viverna quando vede che ti aggiri alle sue uova ...
No. Nulla di tutto questo.
Una stanchezza mentale. Troppi pensieri, dubbi, incertezze ... in altre parole ... PAURA.
Quella paura che resta per ore, riducendoti il cervello un colabrodo.
Non avevo mai vissuto una situazione simile ... nemmeno quando coi compagni d'armi sferrammo un attacco al fortino degli Orchi che avanzavano nelle terre ricche di vegetazione della Califoggia, dove sono nato e cresciuto.
Sentivo che qualcosa di terrificante cresceva dentro di me ... come un enorme starnuto ... ma che non arrivava mai. Qualcosa di davvero importante. Un collegamento con il mio passato ... la discendenza della mia famiglia ... una storia da raccontare ai posteri.
Dubbioso e pensieroso assistetti alle estenuanti discussioni tra "i Capi" ... i Monaci di Skara ... e mentre mi si stavano chiudendo gli occhi per colpa di quella assurda stanchezza, decisi di saltare il fosso.
ORA O MAI PIU'.
In un guizzo mi rimisi in piedi dalla panchetta su cui sedevano le mie lesse chiappe ricoperte da quella armatura di Valorite che già tante ne aveva viste e dissi a gran voce
"TUTTO CIO' NON HA SENSO SE NON S'HA DA FARE!"
Ero deciso ad onorare il passato ... l'impegno, il sacrificio, l'abnegazione, l'obbedienza, la Fede. Idior è con noi.
Cominciai a prendere in mano la situazione ed esclamai:
"Io mi reco in questo luogo -puntando il dito su quel manoscritto antichissimo- e se tornerò indietro per raccontarvi, allora si farà come dico io. Questo è il volere di Idior!"
Ed uscìi da quella stanza, segnato un itinerario.
Era tempo di partire...
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CUSTODI DELLA LUCE 13/04/2016 12:26 #6

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Ancora in angoscia per la improvvisa reazione del giovane Liath Turunen mi accinsi a prendere l'ennesima coppia di pergamene dallo scrittoio.
In quel momento qualcosa aveva smosso quella che era la solita calma che mi contraddistingueva quando mi recavo in visita alla vecchia basilica tra il mare e la foresta, ripensandoci credo che fu proprio il giovane ragazzo. Non che mi sarei aspettato nulla di meno da uno della sua risma: ultimo virgulto di una casata nobile e fiera, le sue radici affondavano nella storia stessa della città di Skara Brae e poco prima mi dimostrò quanto esse avevano assorbito il vigore e la temperanza dei suoi avi.
Chiudendo il vano dello scrittoio per mettermi a scrivere, incrociai fugacemente lo sguardo degli altri presenti al nostro incontro, ancora perplessi e forse in attesa di una qualche mia reazione in merito.

"Miei amici," dissi rivolgendomi a fratello Jiraya ed al giovane novizio Angelus, "la reazione del nostro comune amico Liath è del tutto motivata e, per come lo conosco, mossa dalle migliori intenzioni. Tuttavia vorrei che vi dirigiate a Skara Brae per vegliare sulla sua incolumità. Recatevi al molo e chiedete alla guardia Radella di condurvi alla Draconis, la mia imbarcazione. Ora vi preparerò una lettera per il mozzo affinché vi conduca a Ante Skara. Io scriverò una missiva per Sire Frecciatore."

I due annuirono senza sollevare proteste. Evidentemente anche a loro stava molto a cuore la salvezza del giovane Turunen.

Così dicendo presi una delle due pagine e scrissi poche righe di presentazione dei due uomini da portare al mozzo. Era già stato istruito a ricevere eventuali ordini per iscritto, quindi era abbastanza fiducioso che Jiraya e Angelus non avrebbero incontrato difficoltà.
Arrotolai velocemente lo scritto e applicai il mio sigillo, l'antico stemma dei Cronqvist, e consegnai la missiva ai due, che velocemente si diressero alla volta di Skara Brae.

Quindi presi un secondo per concentrarmi e preparai la seconda missiva.


"Al nobile Sire Frecciatore, Reggente della gloriosa Città di Skara Brae,

A Voi rivolgo il mio appello perché possiate, in concilio con il Consiglio riunito, valutare l'operato del giovane Liath, del nobile casato dei Turunen.

Vi rendo noto che in seguito al ritrovamento di un antico diario, egli si è recato per indagare su un antico ordine detto dei 'Portatori', di cui uno dei suoi avi pare che fosse l'ultimo membro.

Sono sicuro che questo ritrovamento e gli indizi in esso reperiti, abbiano dato un grande impulso al nostro coraggioso concittadino, che si è diretto da poco sull'isolotto di Ante Skara per verificare quanto scritto coi propri occhi. Per mera precauzione ho chiesto a due membri fidati dell'Ordine dei Monaci, fratello Jiraya ed il novizio Angelus, di seguire il giovane Turunen con la mia imbarcazione.

Sono comunque sicuro che, al suo ritorno, Liath chiederà alla cittadina la benedizione per ricreare l'antico ordine, tanto era il fuoco che ardeva nei suoi occhi.

La mia umile richiesta a Voi è quella di prendere in considerazione questa possibilità, tanto alti erano i valori che animavano i Portatori. In caso di esito positivo da parte Vostra e successiva ristrutturazione dell'ordine all'interno delle mura di Skara Brae, io ed il nostro Abate Friar Tuck convocheremo l'Ordine dei Monaci per la consacrazione dei Portatori ad Idior.

Spero di non aver sprecato oltremodo il Vostro preziosissimo tempo. Che la benedizione di Idior possa accompagnarVi sempre e illuminare il Vostro cammino.

Sempre al Vostro servizio,


Alucard
Sacerdote di Idior e Priore dell'Ordine dei Monaci di Skara Brae"


Anche qui arrotolai con cura la missiva e applicai il sigillo sulla ceralacca scarlatta.
Mi preparai dunque al viaggio. Avrei portato io stesso la pergamena al palazzo della reggenza di Skara Brae.
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CUSTODI DELLA LUCE 13/04/2016 18:46 #7

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La Benedizione a Liath ...

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CUSTODI DELLA LUCE 13/04/2016 19:14 #8

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La fiamma sempiterna

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Padre Angelus
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