Ciao a tutti, sono Ale! In gioco mi trovate come Babbix il nano.
Faccio parte della combricola che l'altra sera ha conquistato Dregoth... ci si vede in game per un boccale (o una battaglia)!
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Era di nuovo calata la sera, ma nella fucina di Babbix non c’era riposo. C’erano tre tipi di rintocchi, e il terzo era il più profondo.
Din... din... din...
Il primo era un rintocco di ferro. Si sentiva molto prima di scorgere la grande fucina, un lamento ritmico che viaggiava nell'aria fredda. Era il suono del metallo che si sottometteva alla volontà, mentre il fuoco della fornace proiettava ombre lunghe sulle pareti, come se la bottega fosse una piccola, ardente finestra aperta sull'inferno stesso.
Din... din... din...
Il secondo era un rintocco di forza. Il pesante martello si alzava e si abbassava assecondando la gravità, colpendo la lama con la precisione chirurgica che solo decenni di fatica sanno insegnare. Apparteneva a un braccio possente, a un corpo tozzo e antico che non conosceva la stanchezza. Il sudore bagnava una faccia segnata dal carbone, sparendo tra le maglie di una barba rossa legata stretta, come a voler imprigionare il fuoco.
Din... din... din...
Ma il terzo era un rintocco di fede, ed era il più pesante di tutti. Risiedeva negli occhi verdi del Nano, profondi come miniere dimenticate, dove le scintille danzavano come stelle in collisione. Era un battito che non veniva dal braccio, ma dal petto.
Rosso il fuoco che ardeva alle sue spalle.
Rosso il sangue che pulsava nelle sue vene.
Rosso il destino che, come l'acciaio incandescente, lo stava forgiando per la guerra.
Il lavoro continuava. Incessante. Determinato.
Determinato come il metallo che non può spezzarsi.
Determinato come la preghiera che non può essere messa a tacere.
Babbix è arrivato in città. E il suo martello ha appena iniziato a cantare.